Il nuovo regolamento UE sugli imballaggi introduce obblighi più stringenti per riciclabilità, compostabilità ed etichettatura.

 

10 agosto 2026

Dal 12 agosto 2026 è applicabile il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR (Regolamento UE 2025/40), che introduce conseguenze dirette anche per il mercato delle capsule di caffè. La novità più importante è che le unità monodose utilizzate nelle macchine, comprese le capsule non permeabili gettate insieme ai residui di caffè, sono considerate a tutti gli effetti imballaggi.

Questo significa che produttori e importatori dovranno ripensarne progettazione, materiali e fine vita. Il principio fissato dall’Unione è chiaro: gli imballaggi dovranno essere riciclabili dal 2030, secondo criteri europei di design for recycling. Per le capsule rigide in alluminio o plastica, dunque, la sfida sarà garantire non soltanto una riciclabilità teorica, ma una progettazione compatibile con sistemi di raccolta, selezione e recupero realmente efficaci.

Un regime diverso riguarda invece le cialde permeabili e le unità monodose che diventano morbide dopo l’uso: secondo le linee guida pubblicate dalla Commissione europea nel giugno 2026, queste dovranno essere progettate per il compostaggio entro il 12 febbraio 2028, indipendentemente dal materiale utilizzato.

Il PPWR punta inoltre a rendere più comprensibile la raccolta differenziata attraverso etichette armonizzate che indichino la composizione dell’imballaggio e aiutino il consumatore a individuare il corretto contenitore. Rafforza inoltre il principio della responsabilità estesa del produttore nella gestione dei rifiuti da imballaggio.

La nuova disciplina può quindi accelerare l’economia circolare nel settore del caffè, ma pone anche una questione concreta: dichiarare una capsula “riciclabile” serve a poco se mancano raccolte capillari e impianti capaci di recuperarla davvero. La vera prova sarà trasformare milioni di capsule usate da rifiuto problematico a materia effettivamente recuperata, evitando che continuino a finire nell’indifferenziato o negli inceneritori.